Archivio mensile 2016-10-02

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Una breve storia del Piemonte

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Decidere di trascorrere un po’ di tempo con la propria famiglia e visitare insieme una nuova città o partire alla riscoperta della regione in cui si vive è sempre un buon modo per rilassarsi e cancellare, almeno per un po’, lo stress della vita quotidiana. Se poi la regione scelta come meta del proprio viaggio è il Piemonte, è bene prepararsi ad un’esperienza davvero unica ed emozionante. Prima di partire, però, diventa necessario conoscere almeno un po’ la storia di questa regione, così da apprezzarne a pieno le potenzialità e la voglia di rinnovarsi che hanno fatto di questo luogo un simbolo del progresso italiano. Ecco, allora, una breve storia del Piemonte, pensata per viaggiatori inesperti desiderosi di conoscere qualcosa di nuovo su una delle regioni più belle d’Italia.

Preistorica e antichità in Piemonte

Non tutti sanno che l’area oggi occupata dal Piemonte fu abitata già in età preistorica. In questa zona, infatti, furono trovati resti di insediamenti riconducibili alla presenza della popolazione dei Golasecca, vissuta sulle sponde del Lago Maggiore durante l’età del Ferro. Altri scavi archeologici hanno rivelato la presenza in questa zona di popolazioni celtiche, prima, e di popolazioni liguri poi. Si trattava dei Taurini e dei Salassi, noti popoli di commercianti che furono sottomessi dai romani nel II secolo a. C. e che contribuirono allo sviluppo delle colonie romane. Qui, infatti, vennero fondate Augusta Taurinorum (ovvero l’odierna Torino), Hasta Pompeia (oggi nota con il nome di Asti), Derthona (divenuta poi Tortona) ed Eporedia (conosciuta con il nome di Ivrea). Si tratta tuttavia di pochi borghi che rimasero isolati, sia a causa della distanza delle zone da Roma, sia a causa della tipologia di territorio che caratterizza la zona piemontese ma che i romani si videro costretti ad abbandonare: si tratta di zone montuose nelle quali non solo sarebbe stato tropo difficile penetrare, ma che non sarebbe stato possibile coltivare né sfruttare per i commerci. Procedendo con il racconto della storia del Piemonte, si arriva al periodo di dominazione longobarda, ovvero gli anni che vanno dal VI al VII secolo. In questo periodo, i duchi piemontesi (tra cui il noto Agilulfo) riuscirono non solo a valorizzare il territorio, costruendo numerose fortezze e dando vita a piccoli borghi in cui le attività artigianali erano fiorenti, ma anche a difendere le zone conquistate vincendo numerosi scontri contro i Franchi.

Medioeva in Piemonte

Durante il Medioevo, il Piemonte fu dominato da diverse famiglie feudali. Il motivo che spinse i vari signori a costruire la loro rocca nella zona piemontese fu proprio la presenza di diverse catene montuose (le stesse che avevano scoraggiato i romani nel procedere con la loro operazione di conquista): grazie alle torri di vedetta, i militari che lavoravano alle dipendenze del signore feudale riuscivano ad avvistare con largo anticipo gli eserciti avversari che si dirigevano verso il castello e avevano così la possibilità di organizzare un contrattacco efficace. Risalgono a questo periodo i primi tentativi di unificazione del territorio. Si dice che Olderico Manfredi riuscì in effetti ad ottenere il dominio su Torino e Ivrea, senza però riuscire a conquistare altre città che, nel frattempo, chiedevano autonomia. Tra il XIII e il XIV secolo, la zona venne conquistata dapprima dagli angioini e poi dai Visconti.

Rinascimento in Piemonte

Il vero momento di svolta nella dominazione piemontese risale al 1400, quando Amedeo VIII di Savoia, divenuto signore degli ex domini viscontei, si auto nominò duca di Piemonte. Con questa dicitura, il duca impose che gli venisse riconosciuto il diritto di dominare non solo Torino e Ivrea, ma anche zone periferiche come la Valle D’Aosta. Tra il XVI e il XVII secolo viene ufficialmente riconosciuto lo Stato sabaudo, la cui capitale sarebbe stata Torino e la lingua ufficiale sarebbe divenuta l’italiano. Il nuovo Stato riuscì non solo ad imporsi a livello territoriale, grazie ad una milizia scelta, ma anche da un punto di vista culturale, dal momento che venne fondata una prestigiosa Università. Con la firma della pace di Cateau-Cambrésis, nel 1559, Emanuele Filiberto e i suoi successori videro riconosciuto il diritto di unire sotto un’unica corona i domini piemontesi. Lo scopo venne raggiunto solo dopo il 1700, quando il periodo di relativa stabilità politica permise ai regnanti di dare maggiore risalto alle bellezze artistiche già presenti nella città e di edificare nuovi palazzi in perfetto stile barocco.

Il periodo risorgimentale e era moderna

Durante il periodo risorgimentale, il Piemonte divenne il simbolo delle speranze degli intellettuali che speravano nell’unità dello stato italiano. Nel 1848, quando venne concesso da Carlo Alberto lo statuto che porta ancora oggi il suo nome, fu evidente a tutti la forte voglia di innovazione degli abitanti del luogo. La modernizzazione del regno continuò negli anni a venire grazie alle riforme portate avanti da Camillo Benso Conte di Cavour, fino ad arrivare al 1861, anno in cui venne finalmente proclamato il regno d’Italia e venne scelta come capitale del neonato Stato proprio la città di Torino. Tuttavia, il 1800 è un secolo da ricordare non solo per le riforme politiche che investirono il Piemonte, ma anche per le numerose industrie agricole e meccaniche che vennero fondate tra la fine del secolo e l’inizio del 1900 (prima tra tutte la Fiat, il cui anno di fondazione è il 1899).
Il ‘900 diviene poi secolo di rafforzamento delle industrie locali: il Piemonte si afferma come realtà all’avanguardia e simbolo dell’eccellenza italiana e prendono vita numerose aziende oggi note in tutto il mondo. Lancia e Farina, ad esempio, sono solo due delle grandi industrie simbolo dello sviluppo locale.
Oggi, il Piemonte continua ad essere una regione simbolo dello stretto rapporto tra tradizione e innovazione. Meta prediletta dagli amanti della storia e della cultura, il Piemonte con le sue città e le sue bellezze paesaggistiche è certamente uno dei fiori all’occhiello di un’Italia tutta da scoprire.